Il cielo stellato ha sempre colpito occhio e
cuore dell'uomo fin dalla sua comparsa sulla terra. La contemplazione dell'immensa cupola
celeste ha sempre suscitato in lui la sensazione che, oltre al suo piccolo mondo limitato
alla terra, esistesse un mondo immenso, infinito, inafferrabile ed eterno.
L'alternarsi del giorno e della notte, poi, diede origine a quell'atteggiamento fra timore
e venerazione che portò alla divinizzazione del sole, della luna e dei pianeti. Da qui, a
collocare la dimora delle divinità nel cielo ed i demoni negli abissi della terra, il
passo fu breve. Ma l'uomo, nei secoli, maturò la cognizione che egli stesso facesse parte
del tutto e chi, meglio di esseri spirituali tra l'umano ed il divino, poteva soddisfare
il suo anelito di creare un contatto con la divinità? Ecco, quindi, che l'esistenza di
esseri soprannaturali ed intermediari tra il mondo divino e la realtà umana, divenne una
componente di tutte le principali religioni del mondo. Troviamo questi esseri, simili a
quelli che la Bibbia chiama angeli, «nella religione dei cinesi, di coreani, tra le
popolazioni rimaste allo stadio primitivo nell'India centrale, come anche nel bramanesimo;
abbondano questi spiriti nelle religioni della Persia antica, di Babilonia e di Egitto; le
incontriamo nell'Islam e nelle religioni dei greci e dei romani; se ne trovano tracce tra
gli antichi celti e germani, come tra i popoli artici; anzi simili esseri popolano anche
le credenze degli abitanti precolombiani del Messico e del Perù».
Nella religione Assiro-babilonese «spiriti» simili agli angeli erano tenuti in gran
considerazione. Essi erano numerosi ed influivano sulle vicende umane; alcuni di essi,
benevoli ed intercessori per gli uomini, come i Karibu accadici, assumevano l'aspetto
umano e animale o apparivano come geni alati. Altri, invece, erano malvagi e nocivi. La
credenza popolare attribuiva, fin dalla nascita, una divinità protettrice ad ogni uomo
che, però, l'abbandonava se operava nel male. I geni, in particolare, erano i protettori
della casa, del tempio, dell'uomo in difficoltà. Ogni divinità, inoltre, aveva i propri
messaggeri inviati agli uomini.
Nell'antica religione egiziana i sacerdoti ricorrevano alla magia ed allo scongiuro per
difendersi dalle divinità inferiori, molte delle quali ostili all'uomo. Queste divinità
costituivano la corte degli dei superiori, oppure erano divinità che sorvegliavano gli
spiriti dei defunti. I monumenti erano custoditi da esseri alati in coppia similmente ai
cherubini dell'arca dell'alleanza di cui parla la Bibbia (Esodo, 37, 7-9).
Secondo la religione persiana tutto era riconducibile ad un'eterna lotta tra Mazda,
principio del bene, e Ahriman, spirito del male. Per Zoroastro, o Zarathustra, fondatore
del mazdeismo, gli eserciti della luce combattono quelli delle tenebre. Gli astri sono i
riflessi di splendori spirituali, il Sole è il simbolo della luce divina. Per Zoroastro
attorno al re della Luce ci sono sei arcangeli ed attorno al re delle Tenebre ci sono sei
arcidiavoli. Divinità inferiori si battono per far trionfare il Male nel mondo ma contro
costoro combattono gli spiriti buoni dell'esercito di Mazda.
La cultura greca e quella romana presentava una corte celeste di cui Zeus (Giove) era il
capo e dei minori che prendevano parte alle vicende umane. Nel mondo greco-romano i
messaggeri terrestri erano sacri ed intoccabili poiché permettevano la comunicazioni tra
gli uomini, i messaggeri celesti, invece, di cui Ermes (Mercurio) è il rappresentante
più autorevole, permettevano la comunicazione con gli dei. Inoltre geni protettori della
natura (ninfe, folletti ecc.), numi tutelari della casa ed eroi umani, elevati al grado di
semidei, facevano parte di questa corte divina.
Il nomadismo e le varie vicissitudini degli ebrei fecero sì che essi assimilassero la
cultura, la religione, e le pratiche ad esse affini dei popoli con cui essi via via
entrarono in contatto specialmente durante l'esilio.
Nel Corano, il libro sacro della religione islamica, si parla spesso di angeli, geni e
demoni, della loro natura e missione. Essi sono sottomessi alla volontà divina, agiscono
sulle forze e sugli elementi della natura, sono divisi in sette cieli e l'esercito celeste
è formato da miriadi di miriadi di angeli. I ruoli svolti dagli angeli del Corano sono
molto simili, come vedremo in seguito, a quelli svolti dagli angeli nelle opere apocrife
cristiane: essi glorificano Allah e reggono il suo trono, custodiscono il libro sacro in
cielo, sono custodi dell'uomo, annotano le opere degli uomini, fanno da intermediari tra
questi e Dio, ecc. Anche i nomi degli angeli sono quelli biblici: Gabriele, Michele, e
Azrael. Gli angeli del Corano custodiscono l'uomo giorno e notte dalla nascita alla morte
e per ogni uomo ci sono circa quattrocento angeli.