L'esistenza degli angeli, come esseri
creati da Dio, è attestata sin dal primo Concilio ecumenico convocato da Costantino e
tenutosi a Nicea nel 325 dove si professa di credere in Dio creatore di tutte le realtà
visibili e invisibili e che per mezzo del Verbo sono state fatte tutte le cose in cielo e
sulla terra. Nel secondo concilio tenutosi ancora a Costantinopoli nel 553 ed in quello
tenutosi a Braga in Portogallo nel 561 venivano condannati come eretici coloro che
affermavano che il Figlio di Dio «è somigliante a tutte le gerarchie celesti, che è
stato fatto cherubino tra i cherubini, serafino tra i serafini, e simile a tutte le
potestà celesti».e che «il cielo, la terra, la luna, le stelle e le acque, che sono
sopra i cieli, siano delle potenze materiali animate, una specie di angeli inferiori» e
ancora le teorie che affermavano che le anime umane e gli angeli fossero della sostanza di
Dio ecc.. In seguito, visto il proliferare di santuari dedicati al culto degli angeli e la
venerazione che i fedeli avevano verso angeli provenienti da scritti apocrifi e non
biblici, come Uriel, per contenere, entri giusti limiti, la devozione a questi angeli, il
concilio tenutosi a Roma nel 745, proibiva di invocare i nomi di Uriel, Raguel, Sabaoth,
Simiel, e Tofoas dichiarandoli addirittura demoni. Potevano essere, invece, invocati i
nomi di Michele, Gabriele, e Raffaele. Nel concilio di Aquisgrana del 787, non solo si
proibiva di invocare i suddetti nomi ma venne disposta la scomunica e addirittura la pena
di morte per coloro che adoravano Uriel.
Il concilio Lateranense
IV del 1215 e, successivamente, il concilio Vaticano I del 1870 dichiarano: «noi crediamo
fermamente...
in un principio unico dell'universo... che con la sua onnipotenza creò dal nulla, insieme
all'inizio del tempo, l'una e l'altra creatura, quella spirituale e quella corporea, cioè
gli angeli e il mondo: e poi la creatura umana, che appartiene in qualche modo all'una e
all'altra, composta di spirito e di corpo»
I vari concilii non hanno mai messo in discussione l'esistenza degli angeli,
d'altra parte gli Scritti Sacri raccontano di apparizioni, incontri, esperienze di angeli
però non fanno un'esposizione dottrinale intorno ad essi ne, tantomeno, in essi troviamo
affermazioni dirette dell'esistenza degli angeli perché i suoi autori riferiscono, non
asseriscono e non ritengono necessario dimostrare ciò che è ritenuto ovvio, come
l'esistenza di Dio, essi parlano direttamente delle azioni degli angeli il che comporta
implicitamente il loro essere o esistere.