PENSIERI,
MEDITAZIONI E VERITA' |
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IL PECCATO ORIGINALE |
PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI |
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(MEDITAZIONE) |
Annunciando la realtà di un unico Dio, Mosè apportò un elemento fondamentale alla coscienza religiosa, e, un senso più ampio, anche nella comprensione dell'uomo e dell'universo.Ma quel Dio era un Signore implacabile, un fuoco divoratore: gli esseri umani al Suo cospetto, non erano che delle creature timorose e tremanti, degli schiavi obbligati ad accettare i Suoi comandamenti, con la minaccia di essere annientati. Poi è venuto Gesù a insegnarci che quell'unico Dio è un Padre di cui noi siamo figli. La distanza che ci separa da Lui è quindi diminuita, in quanto siamo uniti a Lui attraverso legami familiari.Tutto è cambiatoma, in realtà, dov'è il cambiamento? Si trova nelle coscienze. Quanti cristiani hanno veramente compreso che cosa significhi essere figli di Dio? Come rappresentano il loro Padre Celeste? Come un vegliardo dalla barba lunga, occupato a osservarli, ad annotare le loro buone o cattive azioni, oppure come un buon uomo indulgente, sulle ginocchia essi si arrampicano per tirargli la barba e i capelli... Sebbene ripetano da secoli "Padre nostro che sei nei cieli", i cristiani non hanno ancora approfondito sufficientemente tutte le conseguenze di questa divina discendenza. Se l'uomo è figlio di Dio, ciò significa che egli è della Sua stessa natura (un figlio non può essere di natura diverso dal padre), non ha senso insistere sul peccato originale per spiegare lo stato pietoso nel quale egli si trova... e nel quale dovrebbe obbligatoriamente rimanere! (MEDITAZIONE)
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Direte che il concetto del peccato originale, a causa del quale i nostri progenitori Adamo ed Eva sono stati scacciati dal Paradiso, è contenuto nell'Antico Testamento e che non ha inventato la Chiesa. E' vero, ed è vero anche che tale punizione fu accompagnata dalle terribili parole che Dio rivolse ad Adamo "Maledetta sarà la Terra per causa tua. Da essa, con grandi fatiche, trarrai nutrimento per tutti i giorni della tua vita. Essa ti produrrà spine e triboli e tu mangerai l'erba dei campi. Mangerai il pane ottenuto dal sudore della tua fronte fino a che tornerai alla terra dalla quale sei stato tratto, poichè tu sei polvere e nella polvere tornerai." Poi, Dio mise degli Angeli muniti di una spada fiammeggiante all'entrata del giardino, per impedirne l'accesso. Ciò doveva significare che l'umanità era definitivamente condannata? Il concetto del castigo divino, inflitto all'umanità a causa della disobbedienza dei suoi progenitori, corrisponde all'immagine del Dio implacabile e vendicativo dell'Antico Testamento. Successivamente Gesù, dicendoci che Dio è un Padre, ci ha portati non solo ad una migliore comprensione della divinità, ma al tempo stesso ha fatto evolvere la nostra concezione dell'uomo e della sua predestinazione. Pur non avendo parlato chiaramente del peccato originale, Gesù ha trattato questo argomento nella parabola del figliol prodigo, facendoci capire che il figlio che si era allontanato dalla casa paterna poteva anche farvi ritorno e che, se avesse compreso l'errore commesso, suo padre l'avebbe non solo accolto, ma avrebbe anche organizzato un banchetto per festeggiare il suo ritorno e per reintegrarlo nella sua originaria dignità. Tutti coloro che non sono
consapevoli della loro dignità di figli di Dio, si espongono allo smarrimento e alla
disperazione, poichè, nel profondo di loro stessi, non troveranno mai ciò che cercano.
In realtà, come può l'essere umano evolvere se non si rende conto della propria vera
natura, la natura divina, con la quale deve identificarsi? Ed è proprio l'esistenza di
questa natura divina che Gesù ha rivelato dicendo:"Mio
Padre e io siamo uno". Sono certo che commenterete:" Si, ma noi non siamo Gesù. Egli è veramente il Figlio di Dio,
mentre noi..." Ora ascoltatemi bene. Se la Chiesa ha voluto fare di Gesù
l'equivalente di Dio stesso, la seconda persona della Trinità, il Cristo, (cioè il
principio cosmico) ponendo così tra Lui e gli uomini una distanza infinita, questo è
affar suo. Ma in questo modo essa ha commesso un grave errore, errore che ha provocato dei
risultati deplorevoli. Gesù non ha mai detto di essere un'essenza diversa dagli altri
uomini. Quando affermava che era figlio di Dio, non intendeva dire che Egli era di natura
superiore al resto del genere umano. Al contrario, proclamandosi Figlio di Dio, Egli
sottolineava anche la natura divina di tutti gli uomini, altrimenti, che cosa
significherebbero le parole del Sermone della Montagna:"Siate
perfetti come perfetto è il Vostro Padre Celeste" e
ancora:"Chi crede in me,compirà anch'egli le opere che faccio
io, anzi ne farà delle migliori". Ora per interpretare correttamente queste
parole, è necessario cominciare ad accettare la realtà della reincarnazione.
Se Gesù ha detto che noi possiamo fare le stesse sue opere, ciò significa che noi siamo
della Sua stessa natura, della Sua stessa essenza. Perchè i cristiani trascurano questo
aspetto del Suo insegnamento? Prima di tutto perchè sono pigri e non vogliono fare
nessuno sforzo per seguire le tracce di Gesù. Dicono:"Dal momento che era Figlio di
Dio, Egli era perfetto, quindi non c'è nulla di straordinario nel fatto che abbia
manifestato un sapere, delle virtù e dei poteri eccezionali. Per noi, invece, poveri
peccatori infelici, è normale essere deboli, egoisti, malvagi e dover rimanere
così". No, non è vero, non è per niente normale, noi siamo figli di Dio
esattamente come Gesù era Figlio di Dio. L'unica differenza è che Gesù era cosciente
della Sua natura e della Sua predestinazione divina. Egli era anche cosciente di aver già
lavorato in questo senso nelle Sue reincarnazioni precedenti. Gesù arrivò sulla terra
dotato di immense possibilità e di idee molto chiare sulla Sua missione; ciò nonostante,
ha dovuto pure Lui fare un grande lavoro interiore, resistere alle tentazioni, digiunare e
pregare.Avete letto i Vangeli?...Perché ha dovuto attendere il Suo trentesimo anno di
vita per ricevere lo Spirito Santo? E perchè il diavolo ha cercato di tentarLo? |
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IL PIU' GRANDE RIVOLUZIONARIO |
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Gesù è stato il più grande rivoluzionario tra gli inviati di Dio. Egli ha espiato sulla croce il fatto di aver trasgredito a tutte le antiche usanze di aver avuto l'audacia di affermare che era Figlio di Dio e che tutti gli esseri umani erano pure figli e figlie di Dio. L'insistenza con la quale Gesù sottolineava la discendenza divina dell'uomo scandalizzava e irritava gli scribi e i farisei al punto che, un giorno, tentarono di lapidarlo. Ma Gesù disse loro:"Vi ho mostrato molte buone opere che vengono dal Padre mio:per quali di esse mi lapidate?" I Giudei gli risposero:"Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia: perchè, pur essendo tu un uomo, ti fai simile a Dio". Fu allora che Gesù ricordò loro un versetto dei Salmi: "Non stà forse scritto nella vostra legge: Io dissi: voi siete dei?". Dunque, insistendo sulla divinità dell'uomo, Gesù non faceva altro che riprendere una verità già scritta nell'Antico Testamento. Questa verità è stata volutamente lasciata in disparte e, in un certo qual modo, lo è tuttora. Persino la Chiesa stessa, la cui missione è di trasmettere l'insegnamento di Gesù, non si dà da fare per trasmettere questo sapere, grazie al quale gli uomini potrebbero comprendere e sentire di essere fratelli in quanto hanno la stessa origine divina. Gesù non lo ha rivelato soltanto con le parole, ma anche con le azioni. Non era gente ricca, colta e importante che Egli frequentava, ma gli umili, i poveri, gli ignoranti e persino le persone di cattiva condotta. Egli li avvicinava, parlava e mangiava con loro e questo comportamento esasperava i farisei. Voi conoscete la parabola della Samaritana nel Vangelo di San Giovanni:"Per andare in Galilea, Gesù doveva attraversare la Samaria. Così arrivò alla città di Sicàr. Lì vicino c'era il campo che anticamente Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe e c'era anche il pozzo di Giacobbe. Gesù stanco dal viaggio, si sedette vicino al pozzo. Era circa mezzogiorno. I discepoli entrarono in città per comprare qualcosa da mangiare. Intanto una donna della Samaria venne al pozzo per prendere dell'acqua. Gesù le disse: Dammi un po' d'acqua da bere. La donna rispose: Perchè tu vieni dalla Giudea chiedi da bere a me che sono samaritana? (Si sa che i giudei non avevano buoni rapporti con i samaritani) Gesù le disse:Tu non sai chi è che ti ha chiesto da bere e non sai che cosa Dio può darti per mezzo di Lui. Se tu lo sapessi, saresti tu a chiedergliela, ed egli ti darebbe acqua viva. La donna osservò:Signore, tu non hai un secchio e il pozzo è profondo. Dove la prendi l'acqua viva? Non sei più grande di Giacobbe, nostro padre, che usò questo pozzo per sé, per i suoi figli e per gli animali che possedeva e che poi lasciò a noi! Gesù rispose alla donna: Chiunque beva di quest'acqua avrà di nuovo sete. Invece, colui che beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete: l'acqua viva che io gli darò diventerà in lui una sorgente per l'eternità. La donna disse a Gesù : Signore, dammi, quest'acqua, così non avrò più sete e non dovrò più venire quì a prenderla. Gesù disse alla donna: Vai a chiamare tuo marito e torna qui. La donna rispose: Non ho marito. Gesù le disse: Giusto. E' vero che non hai marito. Ne hai avuti cinque, di mariti, e l'uomo col quale ora stai non è tuo marito. La donna esclamò: Signore, vedo che sei un profeta! I nostri padri adoravano Dio su questo monte, voi in Giudea dite che il posto per adorare Dio è Gerusalemme. Gesù le disse: Voi samaritani adorate Dio senza conoscerlo: noi in Galilea lo adoriamo e lo conosciamo perchè Dio salva gli uomini cominciando dal nostro popolo. Ma credimi: verrà il momento in cui l'adorazione di Dio non sarà più legata a questo monte o a Gerusalemme; verrà un'ora, anzi è già venuta, in cui gli uomini adoreranno il Padre guidati dallo Spirito e dalla verità di Dio. Dio è Spirito. Chi lo adora deve lasciarsi guidare dallo Spirito e dalla verità di Dio. La donna rispose: So che deve venire il Messia, cioè il Cristo, l'inviato da Dio. Quando verrà, ci spiegherà ogni cosa. Gesù disse: Sono io il Messia, io che parlo a te". Non è dunque né a un uomo importante né a un uomo colto che Gesù ha fatto queste rivelazioni, che danno la chiave della vita spirituale, ma a una donnam a una donna che, secondo la morale ordinaria, conduceva una vita dissoluta, a una donna che apparteneva a un popolo nemicodei Giudei: i Samaritani. E' a lei che Egli rivela che poco importa il luogo, la montagna o il tempio in cui rendere culto al Signore, poichè Dio può errere adorato solo al di fuori di ogni forma materiale, cioè in spirito e in verità, è a lei che Egli rivela di essere il Messia: "Sono io il Messia, io che parlo a te". Come spiegare questo atteggiamento di Gesù? Il fatto è che le verità che Egli portava non riguardavano soltanto alcuni dottori della legge o personaggi potenti. Esse riguardavano ogni essere umano, ciò che vi è in lui di più essenziale e che può essere toccato, indipendentemente dal suo grado di cultura, dalla classe sociale, dal sesso o dalla nazionalità. Questo atteggiamento di Gesù provocava le autorità politiche e religiose del Suo tempo, in quanto in questo modo minava le basi stesse del loro potere. |
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SIATE
PERFETTI COME PERFETTO E' IL VOSTRO PADRE CELESTE |
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(MEDITAZIONE) |
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