La Primavera
La primavera si affaccia tremula ammantata di verde sulle colline,
con le sue viole e i biancospini che imbrunano laria dolce e tersa.
E un tardo carnevale, con canti, balli, mascherate chiassose
che riempiono le piazze, le strade è la voglia di divertirsi.
Io soletto senza compagnia, mi rinchiudevo in un dolce deserto
per allietare lanima e sentire gli accordi dellarpa di David che
vibravano nelle altezze del cielo.
Visioni impresse nella contemplazione delloscurità
a volte mi sentivo solo, disadorno, spoglio, smarrito;
tale era lo scoramento da sentire piangere lanima,
affranta dalle afflizioni che ci riservano i dì. Poi con stupore,
tutto ritorna a brillare, con lanima più pura, più leggera,
che canta con gioia; poiché vede risorgere i morti e guarire
gli ammalati dalle loro infermità.
La mia anima ha fame damore e di carità
Mentre saddensano le nubi,
sul mio corpo, non di rado, più frequenti le emorragie.
Desidero ancora vivere per la pietà che offro, vivo per la forte volontà
non sono pieno di salute. Accanto a me avverto una presenza
di unesile creatura dagli occhi vivi chiusa in un mantello
sempre presente a farmi compagnia pallida e immobile,
che in un frammento di sorriso, mi dice di non cedere allaffanno.
Come dincanto sono avvolto da un bagliore dolcissimo,
fragrante e luminoso da naufragarci dentro. Riposo dello spirito,
ma sino a quando durerà la tregua delle pene che mi affliggono,
sino a quando dovrò portare la croce della Passione?
Forse sino al giorno dellAscensione, o per sempre?
Intanto nellaria un sole chiaro ricamato
illumina i grani appena in fiore e le campane delle chiese
echeggiano da monte a valle, tutto si mostra in una reale visione
dincomparabile bellezza. Un calice ravvolto raccoglie
le mie sofferenze indicibili e mi libera da tutte le mie pene,
mentre le litanie del rogazion si rinnovano per tre giorni consecutivi
inprocessione, per auspicio ad un buon raccolto.
Volevo essere puro e lieve come lalba e non ritrovarmi immerso
a un cumulo dimmondizia. Nellebbrezza sentivo piovere addosso
un torrente purificatore di sangue frammisto a fuoco si che il mio corpo
ne usciva più lucente, più angelicato dal dubbio e dalle tentazioni.
Si fece un gran buio intorno a me, ne uscii con le sembianze di un fanciullo,
sin da riconoscere le persone di biasimo elegianti di vergognosa menzogna.
Non desidero che il cielo dellanima mia rimanga senza sole,
luce che rivela le case e le rende vivide illuminanti, ne svela lintimità
e nellumiltà le fa gioiose. Luce diletta dellanima che imprime candore
e amore per lascesa verso elevati siti.
Al dolce senso dellattesa lansia mette le ali il candore e larmonia
si diffonde in me
Getto via tutte le frivolezze, affinché il pensiero
di esse non occupi il mio cuore e il male non offuschi il mio intelletto.
Molte volte il mio corpo grave diventa leggero da elevarsi dalla terra
Sublimazione. Questa è lisola dei miei riposi, dei miei rapimenti,
le ore più belle paradisiache. Ardevo delle piene dellamore universale
e mi trovavo seduto in un trono raggiante doro circondato
da una moltitudine che cantano armonie celestiali rivestiti da una diafana
forma umana soavissima. Nessuno ambisce a tenermi compagnia,
perché anche se il mio corpo è in terra lanima mia risiede in cielo.
Se camminassi sui carboni ardenti i miei piedi brucerebbero,
ma la mia intima compagna no.
Discernitrice delle cose occulte che macchiano il cuore e fa arrossire
di vergogna coloro che si macchiano lanima.
Ambire e sorprendersi in segreti estasi quando intorno si sente un
soavissimo profumo di santità come se avessi sfiorato con un dito
il polline di un fiore e aver diffuso intorno la sua fragranza.
Sunday, 06 February 2005 @ 16:27
di: Leopold Persidi