Maria di Magdala

MARIA di MAGDALA

Impolverarsi da giovane nella mondanità,
poi d’adulti ricorrere alla penitenza
e gareggiare con i santi nell’amore.

Profumare come fossi cosparso di olio di “Nàrdo”
e avere accanto la sublime redenta,

Maria Maddalena, che tanto amò.

Predilezione per questa santa che si donò tutta a cristo,
quando pianse ai suoi piedi.

Dolcezza d’amore,
la vedova bella, ma tanto infelice;
la vedova, a ritroso, in mezzo ai corteggiatori;
affascinante nelle vesti di seta,
all’ombra dei palmiri di “Magdala”,
lungo le tranquille rive del lago
nelle sieste calde e prolungate.

E’ la storia di questa madre,
il tempo in cui gustava il frutto del piacere.
Impugnò la lotta con il suo spirito peccatore:

Tra spine, molestie, tribolazioni,
si elevò a santità per penitenza e per amore.

Come acqua tremula nei riflessi del cielo,
fu la prima volta che Maddalena s’incontrò con Gesù,

lo vide arrivare su d’una barca
con i capelli intorno alle spalle e la veste
color del melograno in fiore.

Confusa tra una folla di gente

che era venuta a sentirlo, l’ascoltò
e da quel giorno non lo lasciò più.

Lo seguì convinta, che avrebbe riscattata
la sua verginità perduta e ridonato la purezza.
Immaginare Maria in una landa sconfinata:
cielo e sabbia senza un filo d’ombra
ne un cespuglio d’erba, o una goccia d’acqua.

Immagine della sofferenza, della penitenza,
che si nutre di solo cibo spirituale,
che diventa sublimazione, elevazione di gioia,
soavità nell’anima da sentirne e provare gli affetti.


(Leopold Persidi Roma. 01-06-2006)

 

 

 

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