Giovanni di Dio


Si fece stolto tra gli stolti,
donò il suo bene a tutti
anche ad individui indiscriminati;
se pur calunniato, offeso, ebbe misericordia,
grazie al suo amore senza limiti,
nei confronti dei più poveri, dei derelitti,
dei malati, dei bisognosi.

Senza esclusioni accolse tutti
con una intensità sconvolgente,
rasentò l’incomprensibile,
s’identificò con gli altri,
scoprì il carattere sano dell’estraneo.

Provato dalle angustie e dalle sofferenze,
sopportò, con dignità, tutte le contrarietà
per la ricchezza del suo cuore.

A piedi nudi s’incamminò, trovò la vetta,
per poi scendere negli abissi più profondi
della miseria umana.

Perduta la parte più pregevole della persona,
la ragione, sprofondò nel disprezzo
e nella commiserazione.

E’ la pazzia!

Per riabilitarsi bisognava ripercorrere
la stessa via di questi poveri ammalati
e dimostrare al mondo, che anche loro
sono dei viventi spiriti sfortunati.


(Leopold Persidi Roma. 30-01-2006)

 

 

 

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