Dove vai chi Porti?



Vado, di nuovo e porto con me,

a sotterrare uno di questi sventurati figli,

che voi non desiderate, che scacciate,

maltrattate, abbandonate.

Sin dopo l’ultimo sospiro, è la pietà,

il mio amore che li accompagna e li porgo,

come madre il figlio, alla nuda terra

con un velo di pianto che li ricopre come rugiada.

Anche se da morte cruenta appaiono

rassicurati dalla mia presenza, perché percepiscono

la mia sofferta e tenera compagnia;

consci, forse, che lascio con loro il mio cuore.

Intanto la mia anima rattristata vaga,

senza conforto, in queste tombe nascoste

e vede affiorare le immagini delle mie creature;

prepotenti nella mente i dolci ricordi

e le aspre lotte sostenute, che fanno disperare

e lasciano nell’intimo un dolore estremo.



Leopold Persidi - Roma.30-01-2005





 

 

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