I simboli del Reiki

 


I simboli del Secondo Livello.

Come abbiamo visto, il Secondo Livello si serve di tre simboli che vengono utilizzati nei vari trattamenti. Si tratta di alcuni dei simboli ritrovati da Usui nella sua ricerca sui testi protobuddhisti, e successivamente visualizzati nella sua esperienza sulla montagna sacra. Ne vedremo ora insieme le caratteristiche essenziali; ometteremo dalla nostra trattazione tanto l'aspetto esteriore di tali simboli quanto il loro nome, del quale ci limiteremo a fornire la traduzione in italiano. L'essenza di tali simboli è infatti sacra, e secondo gli insegnamenti del Reiki essi non devono mai essere rappresentati graficamente o pronunciati a vanvera; ciò non risponde ai dettami di un sistema di fede religiosa, ma tra le altre cose è un principio generale dell'esoterismo e dell'Ermetismo: i simboli più legati agli archetipi della realtà possiedono una carica energetica estremamente forte, ed utilizzarli nel modo sbagliato, oltre che essere inutile, rischia di mettere in moto energie che non si è magari in grado di indirizzare in maniera appropriata. Per questo motivo, il loro insegnamento è riservato ad un rapporto diretto con i Maestri di Reiki, nell'ambito dei seminari relativi.


Il primo simbolo.

La traduzione in italiano del nome del primo simbolo del Reiki significa "comando all'energia vitale universale" (il significato pratico di questo simbolo è: "energia, vieni qui"). Serve per richiamare l'energia e concentrarla dove vogliamo. È il sigillo di qualsiasi tecnica mentale del Reiki. Utilizzato in congiunzione con i trattamenti del Primo Livello, conferisce loro una potenza ed un'efficacia molto maggiore. Per fare ciò, tracciate il simbolo sul corpo del paziente, oppure su ogni posizione del trattamento, ripetendo mentalmente per tre volte il nome del simbolo stesso. Attenzione: data la sacralità di questi simboli, essi devono essere tracciati fisicamente solo se si è ben sicuri che nessuno vi guardi, tranne coloro che a loro volta possiedono il Secondo Livello. Il soggetto del trattamento deve avere anche per questo motivo gli occhi chiusi. In alternativa, in questo come in ogni altro casi di utilizzo dei simboli, sarà sufficiente visualizzarli mentalmente.

Al di là del suo impiego nelle tecniche di Secondo Livello,il primo simbolo può essere utilizzato in molti modi. Vediamo alcuni esempi.
  • Se vogliamo inviare energia ad una persona, anche magari ad un passante che ci sembra debole od esaurito, possiamo visualizzare una serie di simboli che lo raggiungono partendo dai nostri occhi. In molti casi, vedremo un effetto immediato: la persona trattata raddrizzerà la schiena, assumerà un atteggiamento somatico diverso, più positivo e ricco di energie.
  • Tracciando il simbolo ai quattro angoli di una stanza, la si ripulisce dalle energie negative (e spesso dagli effetti dell'inquinamento elettromagnetico provocato dagli elettrodomestici).
  • Tracciando intorno a voi una "gabbia di simboli" (davanti, dietro, ai lati, sopra e sotto), potete mettervi al riparo da influenze od energie negative rivolte contro di voi.
  • Tracciato sull'acqua, riduce l'effetto nocivo di eventuali agenti chimici presenti in essa.
  • Tracciandolo su una lettera od un biglietto, porterà un po' della nostra energia positiva al destinatario della missiva. Tracciato su un tessuto (specialmente se costituito da fibre naturali) e ponendo poi tale tessuto su una parte dolorante od una ferita, ne facilita la guarigione.




II secondo simbolo.

La traduzione in italiano del nome del secondo simbolo del Reiki significa "lo ho la chiave".

Questo simbolo permette di stabilire un collegamento diretto con il subconscio della persona sulla quale viene tracciato (o con il proprio nel caso dell'autotrattamento), e costituisce quindi I'essenza del trattamento mentale.

A differenza di tutto quanto detto, in questo caso si stabilisce una connessione concreta tra chi utilizza il simbolo ed il soggetto del trattamento, per cui è essenziale non utilizzarlo se non ci si trova in una condizione mentale positiva e costruttiva. Se avete problemi emotivi di qualsiasi tipo e sentite di non riuscire ad astrarvene completamente, è meglio che rimandiate il trattamento ad un momento più propizio. Altrimenti, invece dell'armonia apportata dal Reiki il soggetto potrebbe ricevere una parte del vostro lavorio mentale.

Il fine di questo simbolo è quello di rilassare la mente cosciente, in modo da consentire ai ricordi inconsci di riaffiorare per facilitare il processo di guarigione.



Il terzo simbolo.

La traduzione in italiano del nome del terzo simbolo del Reiki significa "Il Buddha che è in me entra in contatto con il Buddha che è in te".
È il simbolo fondamentale per i trattamenti a distanza, e serve a stabilire il contatto con il soggetto da trattare.

 

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